SOS Serra Vermelha

Ajude a preservar a última floresta do semi-árido nordestino. Peça a criação do Parque Nacional Serra Vermelha. Mande um e-mail para o presidente LULA: www.presidencia.gov.br/presidente/falecom

6

de

junho

SERRA VERMELHA É DESTAQUE EM SITE DA ITÁLIA

 

ONG ASSOCIAZIONE YA BASTA PUBLICA REPORTAGEM

SOBRE ESCÂNDALO AMBIENTAL DA SERRA VERMELHA

CASO GANHA REPERCUSSÃO NO EXTERIOR

 

Jornal Meio Norte: 05/06/2007

Em plena semana do Meio Ambiente, a campanha em defesa da Serra Vermelha ganha força no exterior. O site da ONG italiana ASSOCIAZIONE YA BASTA http://www.yabasta.it  disponibilizou uma imensa matéria sobre as ameaças às florestas do Piauí. 

A reportagem destaca a destruição da última floresta do Nordeste brasileiro e explica que o objetivo do movimento ambientalista brasileiro é criar o Parque Nacional Serra Vermelha e cancelar definitivamente o projeto Energia Verde, que tinha planos para transformar 78 mil hectares de florestas nativas em carvão vegetal.

O site italiano destaca ainda o envolvimento do Governo do Piauí com a empresa carioca JB Carbon S/A, uma das doadoras de recursos para campanha de reeleição do governador do Piauí, Wellington Dias (PT).

veja texto completo:

Appello
Serra Vermelha

La Serra Vermelha è un cosiddetto poligono della siccità, ed è, forse proprio per le terribili condizioni di vita, che gran parte degli attuali abitanti delle tanto tristemente conosciute favelas delle grandi città vengono proprio da questa parte del Brasile.

I tratta di uno degli stati "dimenticati", fuori dai circuiti turistici e del mercato; questo ha fatto in modo che gran parte delle sue ricchezze naturali si conservassero, ma adesso pare che il cosiddetto "progresso" sia in arrivo e che anche il Piaui cominci a rientrare nelle aree potenzialmente inglobabili nelle reti del profitto.

Questo è accaduto quando, in maniera molto subdola e nell’assoluta disinformazione, una grande impresa di Rio de Janeiro, la JB Carbon, con un progetto, forse ironicamente chiamato Energia Verde, ha ottenuto dall’IBAMA, l’ente statale brasiliano per la tutela e preservazione dell’ambiente (!!!), per capirci associabile alle nostre guardie forestali, l’autorizzazione a abbattere 78 mila ettari di foresta.

Questa parte del Brasile è caratterizzato da un bioma tipico, esclusivo solo di queste parti, che si chiama Caatinga (o foresta argentata), vegetazione arbustiva che rimane quasi tutto l’anno secco e fiorisce in maniera molto affascinante solo durante pochi mesi l’anno, la stagione delle piogge.

Solo in poche zone riesce a raggiungere un carattere arboreo, formando paesaggi che assomigliano alla foresta atlantica. Una di queste rarissime aree, forse l’unica nel suo genere, è costituita dalla Serra Vermelha, l’ultima foresta di caatinga del Brasile e del mondo intero.

Si capisce quindi il silenzio in cui si sono firmati gli accordi tra l’ente pubblico brasiliano e la JB: non è stata prevista alcuna ricerca preliminare di rilievo della biodiversità (specie vegetali che animali) presente nella regione da distruggere, non sono state valutati in alcun modo gli effetti che l’abbattimento avrà sulla vita degli abitanti dell’area, come gli effetti sulle risorse idriche, sull’inaridimento e la desertificazione etc. etc. e ovviamente nessuna delle comunità occupanti è stata informata; l’ambiente è stato considerato come bene di cui fruire liberamente per produrre profitto per la grande impresa. Chissà poi cosa (o quanto) avrà spinto alcuni dirigenti dell’IBAMA a mascherare questa faccenda da "Piano di Riforestazione".

Infatti dopo la denuncia di questo sopruso ambientale, fatta dall’associazione culturale Raizes do Piaui, (con alla testa il fotografo Andrè Pessoa) l’IBAMA ha spiegato che il progetto era riforestare la Serra Vermelha… praticamente riforestare una foresta già esistente, in 13 anni, senza conoscere nemmeno il 2% delle specie presenti nella foresta! Sarebbe ancora meglio non tenere nemmeno in considerazione le dichiarazioni degli ingegneri forestali del progetto Energia Verde, che affermano (giornale Meio Norte 09-03-2007) : "l’abbattimento delle piante può addirittura aiutare l’evoluzione delle faune locali; il taglio di alberi, in una area di 6 mila ettari per anno, può generare, oltre che un alto lucro per l’impresa, migliaia di impiegati e lungo una decina di anni, migliorare le condizioni di vita degli animali della regione" .

La sfrontatezza di queste dichiarazioni pubbliche ed il silenzio del governo di stato del Piaui si spiegano forse considerando l’appoggio finanziario che l’attuale governatore del Piaui, Wellington Dias, ha ricevuto durante la sua campagna elettorale dalla JB- Carbon. W. Dias, interpellato sullo scandalo, dichiarerà: " la prima impressione che si ha della produzione di carbone è quella del fumo e della distruzione, ma bisogna tenere in considerazione che le persone hanno bisogno di carbone per il barbecue, per la cucina e per cuocere la pizza".

Di fronte a tanta ipocrisia è partita quindi la denuncia con la campagna SOS Serra Vermelha, che porta avanti la proposta della creazione di un parco nazionale della Serra Vermelha, per garantirne l’incolumità.

E’ nato il blog (http://serravermelha.blog.terra.com.br, dove tra l’altro si possono trovare link utili e molte foto), a cui hanno partecipato migliaia di persone da tutto il mondo. Università celebri, come il dipartimento di biologia della USP di San paolo hanno aderito e contribuito denunciando la grande perdita al governo brasiliano, finché infine Andrè Pessoa è riuscito inoltre a coinvolgere i conduttori del celebre Globo Reporter, trasmissione seguitissima della Rete Globo, la principale emittente televisiva brasiliana, i quali, senza preavviso ai dirigenti del progetto, hanno visitato la Serra Vermelha.

Quello che hanno filmato è stato terrificante, grandissime porzioni di vegetazione erano già state abbattute e bruciate negli oltre 300 forni creati appositamente sul posto (vedi foto) e camion carichi fino all’orlo si susseguivano portando il carbone appena prodotto chissà dove (e questo dovremmo chiedercelo soprattutto noi, dato che sono anche i nostri politici che parlano di energia prodotta da carbone…).

E la produzione di carbone non è stata l’unica attrazione per la JB: il dipartimento nazionale per la produzione minerale (DNPM) ha concesso infatti alla JB l’autorizzazione a ricercare l’esistenza di ferro nella Serra Vermelha…in questo modo il cerchio della produzione si chiuderebbe, ferro e carbone per far funzionare le industrie siderurgiche brasiliane e straniere, è garantito il massimo sfruttamento al minimo costo.

Nonostante queste dimostrazioni di appoggio di alcune parti delle istituzioni, la campagna ha ottenuto sempre più consensi e appoggi, sono state numerosissime le associazioni che hanno aderito, ma al di la dei nomi "illustri", è stato molto coinvolgente vedere la partecipazione delle popolazioni locali, in gran parte contadini ed agricoltori

Questi gruppi, i primi che ad essere colpiti dagli effetti del progetto, non sono neanche stati considerati come possibili ostacoli, sono semplicemente saltati da qualsiasi considerazione da parte di imprese e istituzioni. Invece stanno facendo sentire la loro voce muovendosi in difesa delle loro terre, organizzando forum ed incontri di informazione sulla vita nel semiarido, in qualche modo anche cominciando a formare una coscienza delle ricchezze di cui dispongono, ricchezze che sembrano alternative e spesso opposte a quelle delle logiche di ciò che è comunemente considerato "progresso".

Proprio grazie alla lotta di queste piccole comunità il progetto è stato temporaneamente bloccato, sono state avviati dei controlli da parte di istituti governativi nelle condizioni di lavoro e molti dirigenti dell’IBAMA hanno ritrattato, dichiarandosi favorevoli alla creazione del parco.

In realtà però si tratta ancora di interventi temporanei e di molti bei discorsi, le motoseghe sono ancora pronte a mettersi in moto ed i forni ad essere riaccesi, come sempre si ha l’impressione che si stia solo aspettando che si calmi il polverone attorno allo scandalo per continuare il lavoro sporco.

E’ per questo motivo che c’è bisogno di appoggio, di partecipazione ed informazione, dal sertao brasiliano ci chiedono di partecipare anche solo con un commento nel blog, in italiano, inglese, spagnolo, o qualsiasi altra lingua, a dimostrazione che l’ambiente è di tutti, che nessuna impresa, istituzione o politico può pensare di passare inosservato sulla vita di chi non è ritenuto capace di denunciare i crimini che subisce.

Arquivado em: Meio ambiente I

2 Comentários »

  1. Comentário por ary marcos — terça-feira, 12 de junho de 2007 (20:28:25)

    eu nao quero a desmataçao da serra vermelha sou contra isso o governo devia era criar vergonha na cara so pensa na amazonia mais nos piauienses estamos revoltados com essa desmataçao

  2. Comentário por ABREU — domingo, 1 de julho de 2007 (09:00:19)

    Parabéns a esses dois bravos da luta preservacionista,Francisco Soares e André Pessoa, a quem esse senhor JB tenta graosseiramente desqualificar, pela coragem de revelar ao mundo e conclamar toda a comunidade ambientalista para a mobilização contra esse inominável crime que tem sido perpetrado na surdina, com o beneplácito daqueles que nos deveriam defender. Quanto a esses, estamos em má situação - estão imbuídos de um fervor desenvolvimentista a qualquer custo - parecem não lembrar que a nossa verdadeira riqueza seria a preservação dos nossos tesouros naturais, a exemplo da Serra Vermelha, covardemente depredada por razões unicamente de exloração econômica, numa ação que se faz em absoluta contra-mão com as preocupações do momento que se vive. Não percebem “esses desenvolvimentistasdo atraso” que a nossa maior riqueza consiste em preservar essas áreas e estabelecer planos de aproveitamento econômico baseados em atividades não predatórias - apicultura, turismo, etc, a exemplo do que preconiza a sábia e tão maltratada Profa. Niede Guidon, já praticamente escorraçada do nosso meio pela impossibilidade de conviver com a ignorância dos mandantes de plantão.

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